L'Enologia


Image Pochi minuti in macchina, oppure una meravigliosa passeggiata e ci troviamo nella tenuta Sella & Mosca, il paradiso dei vini.
Imboccando il lungo viale che troviamo sulla strada dei due mari si entra nella tenuta: una splendida visita guidata svelerà i segreti del vino.
Nell’enoteca potrete acquistare a prezzi eccezionali i migliori vini di Sardegna.
Un consiglio? Anghelu Ruju; portatelo a casa, offritene un dito con il dessert agli amici, sarà come offrire il paradiso.

Il territorio algherese dà il nome ad una denominazione di origine dal 1995. Vitigni autoctoni ed internazionali in una convivenza unica, per offrire la possibilità di ogni tipo di confronto.

I due vitigni caratterizzanti la tipicità della zona di Alghero sono il Torbato ed il Cagnulari. Gli elementi che determinano la qualità di un vino sono quattro: il territorio, il vitigno, il clima, la mano dell’uomo. Quattro fattori che proprio in Sardegna, ed in particolare nell’algherese, non hanno rivali.

 

La gastronomia


Image Le aragoste sono presenti lungo tutta la costa nord-occidentale della Sardegna. Nel territorio di Alghero sono numerose le popolazioni che vivono nelle acque antistanti Punta Cristallo ad una profondità di circa 35 metri.
La diffusione della pesca ebbe inizio circa nel XIX secolo, a causa di un periodo di decadenza della pesca del corallo.

Aragosta alla Catalana:

  • 1 kg di aragosta femmina
  • 1 kg di aragosta maschio
  • 2 limoni (il succo)
  • Olio di semi e olio di oliva q.b.
  • 2 cucchiai di aceto di vino bianco
  • Sale q.b.
  • Pepe bianco q.b.
  • 2 ciuffetti di foglie di sedano
  • 1 pomodoro rosso


Bollire le aragoste, scolarle e poi tagliarle a “fette”, oppure sgusciarle e tagliarle a piccoli dadi, o aprirle a libro nel senso della lunghezza.
Raccogliere in una terrina la salsa marrone prelevata con un cucchiaino dalla testa del maschio e le uova della femmina. Schiacciare le uova con una forchetta ed amalgamarle alla salsa marrone, a un pizzico di sale e di pepe, al succo dei limoni, all’aceto, all’olio, sbattendo energicamente il tutto con una forchetta.
In un ampio piatto da portata, adagiare i tocchetti di aragosta, posizionando la polpa verso l’alto. Quindi condirla, versando con attenzione l’emulsione ottenuta, in modo che risulti ben intinta.
Guarnire con foglie di sedano disposte in due o tre punti del piatto, e tagliando a filo la buccia del pomodoro senza staccare il coltello (creando quindi una spirale), creare due-tre piccole roselline. Conservare qualche ora per far insaporire.


Image Il riccio di mare trova il suo habitat ideale nella profondità del mare fino a 1000 metri.
Si riproduce tutto l’anno, con prevalenza nella stagione estiva. Tradizionalmente veniva pescato lungo le scogliere, in prossimità dei bastioni, nei litorali poco a sud della città, sui fondali poco profondi della Maddelenetta.
La pesca al riccio si esercitava esclusivamente durante le “secche di gennaio” e si protraeva per due o tre mesi. Questo periodo di pesca costituiva un importante alternativa economica in quanto il vento di maestrale impediva di fatto altri tipi di pesca.
Da consumarsi al mare, con del buon pane ed un buon bicchiere di vino algherese.